Libero Andreotti – Antologia di un grande scultore del ‘900

Libero Andreotti, Antologia di un grande scultore del ‘900

Dal 1 al 6 ottobre 20104 In occasione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma presso Palazzo Venezia, stand E4  

La Galleria del Laocoonte presenta una eccezionale raccolta di diciassette opere dello scultore Libero Andreotti, tra i massimi del nostro ‘900. Tredici bronzi, dalla minuscola danzatrice del 1907 alla monumentale Giustizia del 1932, sono una ricca antologia del suo fare artistico, dall’erotismo di inizio secolo fino all’astratta ieraticità che tramuta la Giustizia in divinità arcaica destinata al nuovo Tribunale di Milano.

Oltre ad un rilievo in cera e a due disegni di grande formato, vi è anche una rara scultura in marmo di Candoglia, “La Vigne” ovvero Baccante con Bacchino ubriaco, meditazione ispirata e leggera sulle sculture di Maillol e sul non-finito michelangiolesco.

Libero Andreotti

(Pescia 1875 – Firenze 1933)

Di umili origini, illustratore autodidatta, sempre affamato, Andreotti scopre la scultura a Firenze nel 1904, a quassi trent’anni, mettendosi per caso a lavorare la creta. Già nel 1905 si trasferisce a Milano dove il gallerista Alberto de Grubicy vorrà l’esclusiva dei suoi lavori. Rescisso il contratto, lo scultore si trasferisce a Parigi, dove il famoso sarto Worth lo introduce nel bel mondo. Un periodo di grande successo che si interrompe quando dovrà lasciare la Francia per via della guerra del ’14.

Rientrato a Firenze, mutato stile, si lega all’influente critico Ugo Ojetti, che vedrà in lui il continuatore dell’antica tradizione scultorea italiana. Titolare di cattedra nel 1920, sposa nel ’23 la sorella del pittore Aldo Carpi, aderendo agli ideali religiosi di quest’ultimo. E’ la stagione dei monumenti ai caduti e della vittoria al concorso per la Pietà di S.Croce che gli valse non poche critiche. Muore nel 1933 lasciando come ultima opera il gruppo di Affrico e Mensola.

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Disegni e Tempere dal Futurismo al Dopoguerra

Mario Sironi

Disegni e Tempere dal Futurismo al Dopoguerra

 

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA e della GALLERIA DEL LAOCOONTE: un nuovo punto di incontro a Roma per gli amatori e cultori dell’arte del Novecento storico italiano e della tradizione figurativa e classica nell’arte moderna e contemporanea.

 

Con l’inaugurazione della mostra MARIO SIRONI Disegni e tempere dal Futurismo al Dopoguerra, la Galleria del Laocoonte vuol presentare il proprio esordio espositivo come punto di riferimento per gli amatori e cultori dell’arte del Novecento storico italiano e dell’irriducibile tradizione figurativa e classica nello sviluppo della nostra arte moderna fin nel presente.

Questa prima mostra dedicata al più potente e originale artista italiano attivo tra le due guerre è il frutto di una appassionata ricerca presso eredi, collezionisti e mercato, per offrire a Roma un’ampia e variegata scelta del giovane Sironi futurista, del metafisico paesaggista urbano dell’Italia dolorosamente entrata nella modernità con la Prima Guerra Mondiale, dell’illustratore fedele della controstoria fascista nelle caricature per il “Popolo d’Italia”, il giornale di Mussolini, in cui l’immaginario grottesco si tinge, letteralmente, di una dolorosa e drammatica tragicità.

Sironi fu infatti pittore, affrescatore, inventore di architetture e sculture durevoli ed effimere per le costruzioni monumentali e le trionfalistiche manifestazioni del Regime, ma anche anche un prodigioso illustratore: copertine di riviste e di libri, manifesti pubblicitari e propagandistici, sono presentati in questa mostra in fogli dove l’artista ha espresso con foga tumultuosa e palpitante materia di colore le prime idee di opere, poi riprodotte sulla carta stampata o per la pubblica affissione, che possono essere annoverate tra i capolavori dell’arte per le masse del Novecento.

Si notano una tricolore pubblicità per la prima 500 della Fiat, “La Vetturetta del Lavoro e del Risparmio”, del 1936. Sempre per la fiat, velivoli attraversano il cielo come notturne comete, piegando la mistica futurista della velocità e della macchina al servizio delle industrie aereonautiche nazionali.

Tra le illustrazioni per l’editoria si distinguono gli essenziali progetti di illustrazione per la rivista Gerarchia, e il suggestivo bozzetto per la copertina del libro di Mario Appelius, La Sfinge Nera, del 1924.

La mitologia del ventennio è rappresentata trasfigurata in travolgente fantasia visionaria nella prima idea per il manifesto della Mostra della Rivoluzione Fascista del 1932. Come anche in quello per il famoso, più che pregevole, film “Scipione l’Africano” del 1937-38, e in molti altri fogli dove, moschetti imbracciati e branditi, Italie turrite solide come muliebri sculture romaniche, aquile imperiali vive e minacciose, mostrano la forza evocativa senza pari di un artista capace, grazie alla sua arte geniale, di rendere più grande del vero e più eroico ciò che nelle foto d’epoca e nei cinegiornali d’allora mostra oggi la sua prosaica fragilità.

Vi è forse anche in Sironi una capacità profetica che va al di là, ai nostri occhi di posteri, delle stesse intenzioni del propagandista: il progetto per un’illustrazione della “Rivista Illustrata del Popolo d’Italia” del 1943, che in un drammatico monocromo bianco e nero stampa come un’indelebile istantanea “Il Mondo in fiamme e la Morte”, sembra un grido sull’insensatezza della storia in cui non si riesce a riconoscere la voce di una parte politica, ma un accento universale e sempre valido.

La mostra, che raduna ben 57 pezzi, tra disegni, tempere, acquarelli, e un olio su cartone, comprende schizzi di progetti architettonici e decorativi, per il palazzo dei Giornali di Milano, per il palazzo delle Poste di Bergamo, per il palazzo Littorio di Roma, ed altri che sembrano appartenere ad un’utopia architettonica solo immaginaria. Schizzi per dipinti realizzati e non, come il potente ed essenziale “Donna con albero”, ed ancora disegni fatti solo per l’amore e il dovere di disegnare come, per esempio, il primo commovente schizzo a penna biro, dedicato alla compagna Mimì appena dopo il risveglio di Sironi da un’operazione subita nel 1950.

Il Sironi del dopoguerra, anche dopo il crollo dei suoi ideali e del mondo che egli credeva di aver contribuito a costruire durevole, rimane un grande artista, come testimoniano i colorati geroglifici di quattro pannelli per il transatlantico “Conte Biancamano”, o uno straordinario schizzo per il manifesto della Medea di Euripide messa in scena nel teatro romano di Ostia Antica nel 1949.

Il catalogo della mostra, pubblicato da Polistampa di Firenze, è curato da Fabio Benzi al cui testo di esperta esegesi, posto come introduzione, sono interfoliate le inedite foto di un servizio che ritrae Mario Sironi nel suo studio, realizzato nei primi anni ’50 da Sanford H. Roth.

 

Mostra MARIO SIRONI Disegni e tempere dal Futurismo al Dopoguerra.

Dall’11 aprile al 7 luglio 2014.

Inaugurazione: giovedì 10 aprile, ore 17:00

Galleria del Laocoonte

Via Monterone 13/13 A

00186 Roma

Tel. 06/68308994

www.laocoontegalleria.it

laocoontegallery@libro.it

Orario: martedì – sabato 10:00 -13:00, 15:00 -19:00.

Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma

Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma

 

dal 1 al 6 ottobre 2014

 

Palazzo Venezia, Via del Plebiscito,118 00186 Roma

 

Artisti rappresentati in fiera:

Balla Giacomo

Savinio Alberto

Leoncillo Leonardi

Sironi Mario

Basaldella Mirko

Basaldella Afro

Marisa Mori

Libero Andreotti

 

orari d’apertura :

Preview ad invito: giovedì 14 ottobre 19.00
Apertura al pubblico:
tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 20.00
giovedì dalle ore 11.00 alle ore 23.00

Allestimento

antonio biggi squadrista 1938

Arte Italiana tra le due Guerre

antonio biggi squadrista 1938

ARTE ITALIANA TRA LE DUE GUERRE

Dal 16 gennaio al 9 aprile 2014

Artisti presenti:

Alò Patrick

Andreotti Libero

Biancini Angelo

Chini Galileo

Funi Achille

Grassi Vittorio

Guerrini Giovanni

Leonardi Leoncillo

Mascherini Marcello

Morbiducci Publio

Mori Marisa

Novello Giuseppe

Rivaroli Giuseppe

Severini Gino

Le immagini dell’allestimento

Disegni di Afro

ArteFiera Bologna 2013

Fiera internazionale di Arte Contemporanea

dal 24 al 28 genaio 2013

Viale della Fiera, 20 – 40127 Bologna

 

In occasione di ArteFiera Bologna la mostra Disegni di Afro. Un esposizione di diciassette disegni inediti dal 1944 al 1957

Artisti rappresentati in fiera:

Sironi Mario

Guerrini Giuseppe

Severini Luigi

Cambellotti Duilio

Andreotti Libero

Basaldella Afro

Carena Felice

Funi Achille

CATALOGO

Disegni di Afro | 1944-1957