Franco Gentilini

Franco Gentilini, artista italiano del novecento

Franco Gentilini (fotografato da Paolo Monti)

Franco Gentilini nasce a Faenza il 4 Agosto del 1909 da Luigi, calzolaio, e dalla sua seconda moglie, Annunziata Cenni. Dopo aver frequentato le scuole elementari, inizia a lavorare come apprendista ebanista intagliatore.

Tra il 1921 e il 1925 frequenta i quattro corsi serali della Scuola comunale «Tommaso Minardi» di disegno industriale e plastica per artigiani e contemporaneamente lavora come apprendista nella fabbrica di ceramiche Focaccia & Melandri, frequentando la Pinacoteca comunale e studiando la pittura antica.

Nel 1925 si reca a Bologna per incontrare Giovanni Romagnoli, titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti della città per mostrargli i suoi disegni. Incoraggiato a proseguire e introdotto da Romagnoli presso il critico d’arte Nino Bertocchi, già quello stesso anno partecipa alla Seconda Mostra del Risveglio Giovanile con alcuni lavori. Nel 1927, diviene aiutante del pittore Mario Ortolani come decoratore, presso il quale ammira numerose riproduzioni degli impressionisti, di Cézanne, e dei Cubisti.

Nel 1930 espone alla XVII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia dove sarà presente, in seguito, nel 1936, 1938, 1940, 1942 (14 opere), 1948, 1950, 1952 (9 opere), 1958 (sala personale), 1966 (sala personale) e nel 1968.

Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Roma. Entra nell’ambiente letterario dello storico Caffè Aragno, dove conosce e frequenta artisti e letterati (Ungaretti, Cardarelli, Barilli, Mucci, Cecchi, Sinisgalli, Diemoz, Beccaria, Cagli, De Libero, Falqui), avviando con loro lunghe collaborazioni nell’illustrazione di loro testi e poesie.

Dal 1934 diviene illustratore di alcune riviste:i L’Italia Letteraria, Quadrivio, Il Selvaggio e dagli anni quaranta Primato, Documento, Domenica. Entra in contatto con il collezionista e mercante d’arte Carlo Cardazzo, delle Gallerie del Cavallino di Venezia e del Naviglio di Milano, che sarà tra i suoi principali promotori anche all’estero.

Gli anni Trenta sono anni di partecipazione a numerosi Premi (secodo posto al Premio Rubicone 1933; primo al Premio Rubicone 1934), a Biennali e Quadriennali.

Nel 1938 viene nominato insegnante titolare della cattedra di Ornato al Liceo Artistico di Firenze. Qui frequenta il caffè Giubbe Rosse e conosce Montale, Gatto, Luzi, Vallecchi, Landolfi e Bilenchi.

Durante la guerra e fino ai primi anni Cinquanta espone a Roma, Trieste, Milano, Napoli, Salisburgo, Vienna, Parigi, Monaco.

Negli anni Cinquanta ottiene premi e riconoscimenti pubblici: riceve il “Premio Vie Nuove” per la pittura, tiene una Personale a Parigi, alla Galerie Rive Gauche, presentato da Guido Piovene, dove espone, oltre ai dipinti, dieci disegni per La Metamorfosi di Franz Kafka.

Dal 1955 è titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Negli anni Sessanta l’artista, dopo aver elaborato gli schizzi realizzati durante il mese di soggiorno a New York, organizza una mostra itinerante negli Stati Uniti.

Nel 1968 gli viene conferito il “Premio Presidente della Repubblica” dall’Accademia Nazionale di San Luca di Roma.

Nel 1976 gli viene assegnata, per meriti artistici, la Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione ed a Montecatini Terme, l’Accademia d’Arte Scalabrino gli conferisce il Premio “Vita d’Artista”; al Grand Palais con una sala personale alla FIAC di Parigi, inizia la sua presenza a questa manifestazione che si aggiunge alle personali alla Galleria Blumen di Lugano e alla Galleria La Colomba di Torino.

Nel 1977 seguono altre personali alla Galleria Santacroce di Firenze, alla Galleria Toninelli di Roma e Milano (trasferita nel 1978 alla Galleria Forni di Bologna) e al Palazzo Ettore di Sacile; a Bruxelles viene eletto Socio dell’Accademia Reale delle Scienze Lettere e Belle Arti del Belgio.

Alla mostra “San Paolo nell’arte contemporanea”, allestita al Braccio di Carlo Magno nella Città del Vaticano, espone il dipinto S. Paolo fugge da Damasco, 1977, commissionatogli dalle Gallerie Vaticane in occasione degli ottant’anni di Paolo VI.

La sua attività continua fino al 1981, quando muore il 5 aprile dopo una brevissima malattia.