Corrado Cagli nasce ad Ancona il 23 febbraio 1910 da Alfredo e Ada Della Pergola. Cinque anni più tardi, si trasferisce insieme con la famiglia a Roma ove compie studi classici e frequenta l’Accademia di Belle Arti. Già nel 1925-1926, Cagli illustra le copertine e alcune pagine interne de “La Croce Rossa Italiana Giovanile”, rivista per le scuole primarie e secondarie italiane. Nel 1927 realizza una tempera per il soffitto di un club in via Sistina, opera che in seguito verrà distrutta, mentre nella primavera dell’anno successivo esordisce con un lavoro di artigianato, un cofano “del focolare” alla XCIV Esposizio­ne di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma. Sempre nel 1928 realizza un murale a “tempera ma­gra” per il salone adibito a teatro del gruppo rionale Campo Marzio – Trevi – Colonna  del PNF, in via del Vantaggio a Roma. Nel 1929, a Umbertide, inizia a lavorare nella fabbrica di ceramiche d’arte Rometti dove, l’anno dopo, sarà nominato direttore artistico. Nello stesso anno, sempre ad Umbertide, nella casa Mavarelli-Reggiani, esegue un affresco di 60 metri sul tema della Battaglia del grano, suddi­viso in dodici riquadri che rivestono le quattro pareti della sala. Nell’aprile del 1932 Cagli inaugura una personale con Adriana Pincherle alla Galleria di Roma, diretta da Pier Ma­ria Bardi, nella quale espone va­ri ritratti, studi, disegni, alcune ceramiche e la scultura Ritratto di Serena. Successivamente fonda, as­sieme a Giuseppe Capogrossi ed Ema­nuele Cavalli, il Gruppo dei Nuovi Pit­tori Romani. Alla fine dell’anno ha già decorato alcune pareti alla Mostra romana dell’Edilizia ed eseguito Preparativi alla guerra (un affresco a tempera all’uovo di 30 metri qua­dri) nel vestibolo della V Triennale di Milano quando, su invito della Commis­sione Archeologica di Salerno, si reca a Paestum e visita, probabilmente, anche Napoli e Pompei. Nel 1933 scrive l’articolo Muri ai pittori, fondamentale per la storia del muralismo italiano, in cui formula i suoi fondamenti teorico-estetici, sostenendo delle posizioni affini a quelle che Sironi andava esprimendo nello stesso periodo. Nel dicembre 1933, Cagli si sposta Parigi dove espone insieme a Ca­pogrossi, Cavalli e Sclavi alla Galerie Jacques Bonjean. Organizzata dal conte Emmanuele Sarmiento, la mostra è presentata in cata­logo dal critico Waldemar George che raggruppa i quattro giovani artisti sot­to l’etichetta di Ecole de Rome. Si apre nel febbraio del 1935 al Palazzo delle Esposizioni di Roma la II Quadrien­nale d’arte nazionale, ordinata da C.E. Oppo. Cagli espone quattro pannelli murali asportabili per la rotonda allestita da Piero Aschieri, i pannelli alti quasi 4 metri, raffigurano il tema della bonifi­ca dell’Agro Pontino. Gli viene assegnato un premio di 10.000 lire. È incaricato della realizzazione di due dipinti murali per l’edificio di Castel De’Cesari (odierna Accademia Nazionale di Danza) di Roma, ristrutturato dal­l’architetto razionalista Gaetano Minnucci co­me sede dell’Opera Nazionale Balilla. Uno dei due murali raffigura La corsa dei barberi, rievocazione della celebre corsa dei cavalli bradi attraverso il Cor­so fino a Piazza del Popolo. Il ministro dell’Educazione Renato Ricci ordina la distruzione degli affre­schi, a seguito della censura per inadeguatezza tematica. Nascosto da una falsa parete, costruita dallo stesso Ca­gli, verrà preservato il dipinto murale situato nella biblioteca, portato allo scoperto nel 1945 su iniziativa di Mirko Basaldella. Il 1935 è un anno importante per il giovane artista, poiché tra aprile e maggio tiene una prima per­sonale di cinquanta disegni alla Galle­ria La Cometa della Contessa Anna Laetitia (Mimi) Pecci Blunt, diretta da Libero De Libero e dallo stesso Cagli, inaugurata in quel­la occasione. La galleria svolgerà fino al 1938, in gran parte anche grazie all’influsso di Cagli, un’importante ope­ra di diffusione culturale di taglio an­tinovecentista. Il catalogo contiene uno scritto di Massimo Bontempelli, zio di Cagli, sul di­segno. Nel 1936 si inaugura al Palazzo del­l’Arte a Milano, la VI Triennale Inter­nazionale. Cagli presenta sulla parete di fondo della sala delle Priorità Itali­che, realizzata dal gruppo BBPR, un grande dipinto, 6×6 metri, a tempera encaustica su tavola tamburata, La bat­taglia di San Martino e Solferino. Del grande murale, realizzato in pannelli distinti nello studio romano e poi mon­tato soltanto a Milano, non esistono cartoni o disegni d’insieme, ma sola­mente un bozzetto realizzato per la presentazione. Il 26 maggio 1937 viene inaugurata l’“Exposition Internationale des Arts et des Techniques” a Parigi. Cagli, aiutato da Afro Basaldella, suo collaboratore, realizza una serie di grandi di­pinti (circa 200 m lineari) a tempera encaustica su tavola tamburata per la decorazione del ve­stibolo del padiglione italiano. I di­pinti raffigurano immagini monumentali di Roma e ritratti dei grandi italia­ni dall’epoca romana al Risorgimento. Alla fine del 1938 è costretto a sceglie­re la strada dell’esilio, a seguito della proclamazione delle leggi razziali e dell’intensificarsi degli attacchi antisemiti nei confronti della sua persona e della sua opera. Si stabilisce prima a Parigi dove continua ad esporre e, alla fine dell’anno 1939, da Cherbourg, si imbarca alla volta di New York. Nella “grande mela” la sua arte non passa inossorvata ed espone qualche tempo dopo il suo arrivo alla rinomata Julien Levy Gallery. Nel 1941, nel mese di gennaio, tiene una personale al Civic Center Museum di San Francisco, ma due mesi dopo Cagli si arruola nell’esercito americano. Non cessa tuttavia la sua at­tività artistica, realizzando un cospi­cuo numero di dipinti e disegni e partecipando agli eventi espositivi come una personale alla Shaeffer Gallery di Los Angeles ed una personale di disegni al Wadsworth Atheneum di Hartford. Nel 1943 si trasferisce in Gran Bretagna al se­guito dell’esercito e l’anno successivo partecipa alle campagne di Francia, tra cui lo Sbarco in Normandia, Belgio e Germa­nia. In questi anni realizza il celebre ci­clo di disegni sul tema della guerra. Nel 1948 decide di rientrare definitivamente in Italia e si stabilisce in uno studio in via del Circo massimo. La stabilità e la tranquillità gli permettono di proseguire il suo percorso di ricerca analitica in pittura e di partecipare ad eventi espositivi sia in suolo italiano che estero. Intorno a lui gravitano numerosi artisti tra cui Mirko Basaldella, Capogrossi, Alberto Burri, Renato Guttuso. Tra la fine degli anni ’50 e gli inizi del ’60 viene incaricato, insieme ad altri artisti, di decorare la turbonave Leonardo da Vinci. Cagli darà il suo contributo allestendo alcune zone del transatlantico con i progetti di Leonardo da Vinci e con sei arazzi realizzati con il contributo dell’Arazzeria Scassa di Asti. Non lascia tuttavia l’attività di scenografo e costumista, partecipando a numerose rappresentazioni teatrali come: Tancredi di Rossini, del 1952; Macbeth di Bloch, del 1960; Estri di Petrassi, del 1968; Persephone di Stravinsky, del 1970; Agnese di Hohenstaufen di Spontini, del 1974; Missa Brevis di Stravinsky, del 1975. Muore a Roma, nella sua dimora all’Aventino, il 28 marzo 1976.

 

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