| Leda fu esposta per la prima volta nel 1949 a Genova, dove Antonietta Raphaël viveva ormai da tempo, rifugiata dopo l’emanazione delle leggi raziali. In alcune pubblicazioni l’opera viene indicata semplicemente con il nome di Leda, come riportato nella targhetta in basso a sinistra.Già nella collezione dell’editore e giornalista milanese Vanni Scheiwiller, nipote dello scultore Adolfo Wildt, apparirà nella monografia da lui edita nel 1971, Scultura di Raphaël, a cura di Marzio Pinottini.
Plasmata nella terracotta, materia prediletta dall’artista, e poi dipinta, l’opera ritrae la sposa di Tindaro, re di Sparta, completamente nuda, stretta in un sensuale abbraccio ad un cigno, che diversamente dalla tradizione iconografica non è bianco, ma completamente nero.
Le sue larghe ali lasciano scoperta la morbida figura femminile di Leda con le rotondità appena accennata del seno, dei glutei e dei larghi fianchi, probabilmente l’artista stessa dato che l’uso della modella di professione non fu mai un’abitudine della Raphaël, tanto nella pittura quanto più tardi nella scultura.
L’identificazione nella figura mitologica e la rappresentazione di essa nell’abbraccio a Giove-cigno, simbolo della passione, ma anche del dolore, esprime il personale vissuto sentimentale dell’artista, la tormentata relazione amorosa con quel cigno nero Mafai che fu suo compagno d’accademia e più tardi marito.
D’altronde il nuovo corso artistico che Antonietta Raphaël si era imposta a partire dagli anni Trenta, passando dalla pittura alla scultura, fu una via d’uscita alla difficoltà di un rapporto in cui i due erano allo stesso tempo coniugi e colleghi-pittori: “è difficile vivere insieme per due artisti che hanno la stessa arte della pittura. Io criticavo lui e lui criticava me”.
All’epoca in cui concepì questa prima Leda, l’altra in palissandro dipinto è del 1964, la Raphaël aveva raggiunto la sua piena maturazione artistica, di qui a poco avrebbe vinto il “Concorso Internazionale di Scultura per il monumento al Prigioniero politico ignoto” e più tardi inaugurato la sua prima mostra monografica. |