Vittorio Grassi

Vittorio Grassi

Indirizzato dal padre Giovanni Battista, inizia a lavorare presso l’Officina Carte Valori della Banca d’Italia, dove apprende l’arte della stampa e inventa un sistema infalsificabile di stampa policroma per le carte valori. Nel 1902 dà sfogo alla sua natura di artista esponendo alcuni suoi dipinti alla galleria Galassi Paluzzi di Perugia e l’anno seguente al Palazzo delle Esposizioni in una mostra organizzata dal circolo della Società di Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Nel 1904 si lega a Duilio Cambellotti, Giacomo Balla e Giovanni Prini e si avvicina al gruppo dei XXV della Campagna Romana. Nel 1906 ha una sala personale alla LXXVI Esposizione degli Amatori e Cultori. Nel 1908 partecipa, insieme a Cambellotti, Bottazzi, Marcucci e Menasci, alla fondazione della rivista «La Casa». Nel 1911 partecipa alla Mostra della Topografia Romana Antica, allestita nelle sale di Castel Sant’Angelo, presentando un quadro raffigurante un grande panorama della città medievale. Nello stesso anno, in occasione della celebrazione romana del Cinquantenario dell’Unità d’Italia e di Roma Capitale, realizza alcuni pannelli in ceramica per il villino La Casa che si trovava in Lungotevere delle Armi. Nel 1912 allestisce il Macbeth al Teatro Costanzi di Roma e partecipa alla Prima Mostra della Vetrata Artistica, dove vengono esposte quattro vetrate da lui disegnate. Nello stesso anno disegna per la Richard-Ginori alcuni vasi in ceramica con decorazioni naturalistiche di rane e serpenti che vengono presentati alla Biennale di Venezia. Nel 1913 e per i due anni successivi partecipa alla Mostra della Secessione Romana. Sempre in questi anni riordina la Galleria d’Arte Moderna di Roma. Ancora nel 1913 ottiene la cattedra di ornato, incisione e scenografia all’Accademia di belle arti di Roma.

Nel 1915 allestisce il padiglione italiano alla Mostra Internazionale di San Francisco. Nel 1921 è chiamato ad illustrare per l’Istituto d’Arti Grafiche di Bergamo il volume «Vita Nova» di Dante Alighieri. Nel 1923, insieme a Giovanni Prini, allestisce la sala della Musica alla Mostra Internazionale d’Arte Decorativa di Monza e nel 1925, alla stessa manifestazione, realizza la decorazione della Sala degli abitatori della Campagna Romana. Nel 1937 è direttore artistico e capo della sezione illustrativa dell’Enciclopedia Treccani.
Muore a Roma nel 1958.