Alberto Savinio

alberto savinioAlberto Savino, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico, nasce ad Atene il 25 agosto 1891.
Terzo figlio di Evaristo de Chirico, ingeniere ferroviario e fratello di Giogio de Chirico.
Studiò pianoforte e composizione al conservatorio di Atene diplomandosi nel 1903.
Dopo il lutto paterno nel 1905 la famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera.
A causa dell’insuccesso delle sue composizioni nel 1911 si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con personalità quali Pablo Picasso, Blaise Cendras, Francis Picabia, Jaen Ccocteau, Max Jacob e Guillaume Apollinaire.
Nel 1914 pubblica “Les chants de la mi-mort” per la rivista Les Soirees de Paris utilizzando per la prima volta lo pseudonimo di Alberto Savino.
Nel 1915 torna in italia con il fratello Giorgio e allo scoppio dell prima guerra mondiale vengono arruolati nel 27° reggimento di fanteria a Ferrara, per poi essere trasferito a Salonicco come interprete.
Nel 1923 si trasferisce a Roma dove fu tra i fondatori della ” Compagnia del teatro dell’Arte” diretta da Luigi Pirandello e per la quale scrisse, senza però metterlo in scena, Capitano Ulisse.
Dopo il matrimonio con Maria Morino, dalla quale ebbe due figli, e dopo un altro breve soggiorno a Parigi, nel quale si dedico particolarmente alla pittura, si stabilisce definitivamente a Roma nel 1934.
Collaboro con “La Stampa” e con riviste quali “Colonna” e “Il Bolletto”.
Nel 1938 Andrè Breton publica “Anthologie de l’humour noir” nel qual include anche Alberto Savino (unico italiano).
Forse a causa di un pezzo di satira su Leopardi ( Il Sorbetto di Leopardi ), publicato nel 1939 sul settimanale Omnibus di Leo Longanesi, che gli costò le antipatie del regime, nel ’43 fu costretto a nascondersi avendo appreso che il suo nome era su una lista di sospetti antifascisti.
Europeista convinto, alla fine del conflitto proseguì l’attività di critico culturale sulle colonne del “Corriere della sera”, ottenendo il Premio Saint Vincent per il giornalismo nel 1949.
Lavorò anche come drammaturgo e regista, scrivendo egli stesso opere e drammi per il teatro. Nel 1951 scrisse la “tragicommedia mimata e danzata” Vita dell’uomo, allegoria dell’esistenza umana su una musica ispirata allo stile di Schumann. Nel 1952 propose per il Maggio Musicale Fiorentino una celebre messinscena dell’Armida di Rossini con Maria Callas, curando anche scenografie e costumi.
Morì a Roma il 5 maggio 1952.