Achille Funi

Achille Funi

Achille Virgilio Socrate Funi nasce a Ferrara il 26 febbraio 1890. Nella città natale compie i primi studi di disegno, decorazione e modellazione alla Scuola d’arte «Dosso Dossi». Nel 1906 si trasferisce a Milano dove segue fino al 1910 i corsi di Pittura di Figura all’Accademia di Brera con Cesare Tallone.

Nel 1914 aderisce al movimento futurista “preso dal bisogno di ritrovare quei valori plastici e ritmici che la pittura dell’ultimo ottocento aveva del tutto perduti”.
Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola con il battaglione Lombardo Volontari Ciclisti e Automobilisti al fianco di Boccioni.
Gli anni del dopoguerra sono decisivi per la sua evoluzione artistica: dopo aver tenuto presso la Galleria Arte di Milano la prima mostra personale nel 1920 e avvicinatosi a Margherita Sarfatti, aderisce al richiamo del “ritorno all’ordine”, recuperando l’eredità pittorica del Rinascimento italiano. Nel 1922 è tra i fondatori del gruppo dei Sette Pittori di Novecento, e nel 1930 partecipa come esponente della Scuola di Milano alla I Quadriennale romana del 1931. Nel 1933 sottoscrive con Mario Sironi ed altri artisti il Manifesto della pittura murale.

Partecipa alle Esposizioni futuriste, alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma, nonché all’Internazionale dell’Avanguardia Moderna a Ginevra e in seguito alle più importanti mostre italiane ed estere. Dal 1939 al 1960 è stato titolare della Cattedra d’Affresco all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove suoi allievi sono stati Giuseppe Ajmone, Valerio Pilon, Oreste Carpi. Alla sua carriera di insegnamento aggiungerà una breve parentesi all’Accademia Carrara di Bergamo, con una cattedra in pittura nel 1945 e diventandone successivamente direttore dopo Luigi Brignoli.

Muore ad Appiano Gentile il 26 luglio 1972.